Massimo Ghini: "Io, cinico sul set, sincero nella vita. L'Italia fuori da Cannes dice tutto"
In “Nel tepore del ballo” di Pupi Avati, Massimo Ghini incarna un famoso televisivo e la sua parabola dal successo alla gogna mediatica. L’attore parla della sua famiglia – padre partigiano fuggito da Mauthausen a vent’anni, l’etica con cui lo ha cresciuto, e quel cinismo del personaggio del film (in sala con 01) che nella vita Ghini dice di non saper praticare: “Si tratta di una nicchia dentro cui ti nascondi e ti difendi, io dico ho sempre detto quello che penso”. Lo fa anche sulla crisi del cinema italiano, sui finanziamenti decurtati, lo scandalo dei selettivi. Le responsabilità di chi governa la cultura in questo paese. Di un figlio diplomato all’Accademia che vuole fare l’attore “e questo mi fa paura”. Ricorda di quando l’industria italiana era grande perché non faceva differenza tra gli spaghetti western e Visconti, la serie A e B”. Il bilancio è amaro “Non
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