Flora e il Dragone, la lezione dei Giochi
Non tutto quello che luccica, nello sport, è sempre oro. Anche in queste Olimpiadi, si intravedono tutti i mali del modo in cui lo sport viene gestito, raccontato, organizzato, sfruttato. Si dice che l’importante è partecipare, ad esempio, ma resiste la narrazione tossica del risultato a tutti i costi. I Giochi ci regalano però ogni giorno storie che ci ricordano che lo sport è ancora uno dei pochi mondi capace di dare lezioni alla portata di tutti. Lo dice il bronzo di Michela Moioli, che ieri ha conquistato il bronzo olimpico in rimonta appena 48 ore dopo la facciata sul ghiaccio che l’ha costretta a 4 ore di esami in ospedale. O la lotta tra mondi lontani al via oggi, con le qualificazioni del freestyle nel Big Air femminile, sul salto di Livigno: da una parte Flora Tabanelli e dall’altra Eileen Gu. Da una parte la giovanissima (e timidissima) italiana dell’Appennino bolognese e dall’altra la stella (e modella) californ
βhttps://www.repubblica.it/sport/dossier/olimpiadi-invernali/2026/02/14/video/flora_e_il_dragone_la_lezione_dei_giochi-425157773/