L'eredità di Coscioni a 20 anni dalla morte. Cappato-Gallo: "Libertà di ricerca battaglia aperta"
Il 20 febbraio 2006 moriva Luca Coscioni. Maratoneta, economista e attivista radicale, Coscioni era affetto da sclerosi laterale amiotrofica. Morì dopo aver rifiutato la tracheotomia che gli avrebbe prolungato la vita. A vent’anni dalla sua scomparsa, l'Associazione che porta il suo nome rilancia l'appello per la libertà di ricerca scientifica, a partire dallo stop imposto dalla legge 40 all'utilizzo degli embrioni per fini di studio. Un divieto che, secondo i promotori, impedisce anche ai malati di Parkinson di accedere a sperimentazioni già avanzate all'estero. L'Associazione chiede al Governo di legalizzare la ricerca sulle cellule staminali embrionali e di intervenire sulle terapie orfane, spesso sospese perché non redditizie. L'80% delle malattie rare ha origine genetica e il 95% non dispone di cure approvate. Per questo sono state consegnate 2.601 firme al ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso per sb
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