Pegah Moshir Pour: "Vi racconto il massacro in Iran che non si vede. Le minacce? Io sono nel giusto"
Donna, straniera, mamma, femminista, antifascista. Pegah Moshir Pour elenca gli stereotipi nei quali è stata rinchiusa dalla nascita, 35 anni fa a Teheran, a oggi. Quando aveva 9 anni i suoi genitori hanno deciso di lasciare l'Iran e il regime degli ayatollah per trasferirsi in Italia, a Potenza, e ricominciare. Lei qui ha fatto le scuole e si è laureata in ingegneria a Matera. Ma vive con la sindrome del sopravvissuto. A ogni vittima delle guardie della rivoluzione pensa "potevo essere io". Dunque si dedica a tempo pieno a tenere i contatti con i ribelli in patria e con una fitta rete di ONG per informare sul dramma del suo Paese: "Nessuna libertà, repressione e botte, uccisioni anche in ospedale, cadaveri restituiti alle famiglie in cambio di migliaia di euro, 92 milioni di persone imbavagliate, ora senza internet". Pegah ha scritto un libro autobiografico, "La notte sopra Teheran" (Garzanti).
βhttps://www.repubblica.it/cronaca/rubriche/qualcosa-di-personale/2026/01/24/video/moshir_pour_vi_racconto_il_massacro_in_iran_che_non_si_vede_le_minacce_faccio_la_cosa_giusta-425115198/