Genocidio, l'esperta di diritto: "Così si prova il crimine più grave del diritto internazionale"
Provare il genocidio significa dimostrare non solo i massacri, ma l’intento di annientare un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso. La Convenzione ONU del 1948 elenca atti come uccisioni, deportazioni, condizioni di vita insostenibili o trasferimenti forzati di bambini, ma tutti devono essere guidati da un disegno di distruzione. La prova è difficilissima: servono discorsi, ordini o schemi sistematici che colleghino i fatti all’intento. Finora i tribunali internazionali hanno riconosciuto tre genocidi: Cambogia, Rwanda e Srebrenica. Oggi le indagini toccano Myanmar, Sudan e Israele a Gaza, dove una commissione ONU ha parlato per la prima volta di genocidio in corso, con implicazioni pesanti per la comunità internazionale. La spiegazione di Devika Hovell, docente di diritto internazionale alla London School of Economics. LEGGI
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