Oscar, da Spike Lee a Daryl Hanna: tutte le volte che sul palco di Hollywood è salita la politica
La serata degli Oscar, la notte cinematografica più prestigiosa dell’anno, è da sempre sinonimo di tappeti rossi, look memorabili e commossi discorsi di ringraziamento. Ma il palco del Dolby, il teatro hollywoodiano che dal 2002 ospita la cerimonia di premiazione, è stato spesso usato dagli artisti anche per lanciare appelli e messaggi politici. La prima, forse, è l’indiana d’America Sacheen Littlefeather - ma di recente le sue origini apache sono state smentite -, che nel 1973 rifiuta di ritirare l’ambita statuetta al posto di Marlon Brando per protesta contro il trattamento riservato da Hollywood ai nativi. E poi Vanessa Redgrave, che nel 1978 pronunciò un discorso infuocato nei confronti di “una piccola banda di teppisti sionisti”, che l’avevano minacciata per il suo supporto alla causa palestinese. Fino ad arrivare, nell'ultima edizione, allo ‘Slava Ukraini!’ urlato dal palco dall’att
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