Pupi Avati: "Torno a Venezia per la decima volta. Significa che sono ancora vivo"
Pupi Avati chiude la Mostra di Venezia con il suo thriller gotico, L’orto americano, girato in bianco e nero, ambientato dopo la Liberazione. Tratto dal romanzo omonimo, racconta di un aspirante scrittore – il sempre preciso Filippo Scotti – che si ritrova coinvolto in una storia che ha al centro un’ausiliaria dell’esercito americano scomparsa, che lui aveva incontrato – e sognato – nel negozio da barbiere. Il film, che non ha ancora una data di uscita, è tratto dal romanzo omonimo firmato sempre da Avati. Dall’America alla foce del Po, Avati dipana il suo racconto efferato ed erotico, “di vivi che non sanno vivere e morti che non sanno morire”. Avati, alla sua decima volta alla rassegna veneziana, si racconta tra ricordi e aneddoti, ragionamenti e umorismo. Intervista è di Arianna Finos Montaggio di Nicola Rumeliotis
βhttps://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2025/03/05/video/pupi_avati_torno_a_venezia_per_la_decima_volta_significa_che_sono_ancora_vivo-424043598/