Ascanio Celestini: "Difesa o riarmo? È come dire metto l'allarme o compro una pistola"
Ci sono i facchini e la cassiera "senza gambe", la barbona e la donna con "la testa impicciata". Ci sono morti in fondo al mare e morti che ritornano in fabbrica. C'è San Francesco, un parcheggio e parecchio Pasolini. Nel libro "Poveri cristi" di Ascanio Celestini edito da Einaudi si ritrovano storie vere e lavoro povero, sofferenza e solitudine. Ma anche fantasia, amore, gioiosa umanità. Passate dalla trilogia a teatro Laika, Pueblo e Rumba e poi diventate, appunto, romanzo. L'attore e scrittore romano in studio ci racconta come nascono i suoi personaggi, quante interviste quanto ascolto e studio ci sia dietro ognuno di loro, destinato al palco o alla pagina scritta. Ma anche quanto sgomento provi l'autore oggi di fronte al trattamento inumano di lavoratori e migranti, prostitute, senzatetto. Gli ultimi. "Il razzismo appartiene a tutti - spiega -. Solo c
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