Il riarmo italiano? Sarà deciso dalla burocrazia
È un nemico interno più forte delle minacce internazionali: la burocrazia, particolarmente ostinata nel settore della Difesa. Se mai il governo e il parlamento italiano dovessero decidere di aumentare la spesa militare, allora dovranno misurarsi con un doppio ostacolo. Da una parte gli uffici dei ministeri e degli stati maggiori che gestiscono il “procurement”, ossia la procedura che definisce i requisiti per un nuovo mezzo, verifica la qualità dei prototipi e ne dispone la produzione in serie. Spesso è stata così lenta e farraginosa che al momento dell’entrata in servizio autoblindo e missili erano già diventati obsoleti, con uno spreco di centinaia di milioni. Oggi i vertici della Difesa italiana stanno cambiando queste regole con l’obiettivo di rispettare rapidità ed efficienza. Ma tutto nel nostro Paese poi passa per ricorsi e giudizi amministrativi intricati come foreste. MBDA, l’azienda europea leader
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