Gabriele Corsi: "Io e mio padre ci siamo parlati tanto ma non ci siamo mai detti le cose importanti"
Si può cominiciare a capirsi davvero solo quando il tuo interlocutore non può più parlare? Si possono recuperare le parole mai dette, rievocare i gesti perduti nel tempo? Ci prova Gabriele Corsi nel suo libro d'esordio "Che bella giornata. Speriamo che non piova" (Cairo), un dialogo intensissimo con il genitore affetto da mutacismo, dopo una vita passata a non capirsi. Il conduttore radio e tv, attore allievo di Proietti e poi dell'Actor studio, spiega a Giulia Santerini come ha rimesso insieme immagini e ricordi comuni per ricordare al padre chi è stato. E in questo dialogo silenzioso a una direzione, in questo recupero faticoso e doloroso della memoria, riaffiora anche l'anno di servizio civile in una casa/progetto per persone con problemi mentali. "Non sarei la persona che sono se non avessi avuto questo padre e se non avessi vissuto quell'anno incredibile - riflette -. Ora che lui non
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