Il monologo Cucciari-Giuli: "Aulenti riverberi, homo novus, irrevocabile incedere verso la case matte del potere... Scusate, discorso di qualcun altro!"
"È gioioso approssimarsi dell'ora del desio, vi sono oltremodo riconoscente, non mi esprimo per celia. Giammai, ritengo il vostro tributo plasticamente propedeutico al soffio vitale che spira or ora alle mie spalle come anelito di simpatia e sincero tripudio". Geppi Cucciari sale sul palco della Festa del Cinema di Roma accompagnata da una eloquente musica celtica. Si lancia in un testo zeppo di paroloni e neologismi. Annusa la cartelletta. Fa scattare l'applauso su "lo spirito dell'acqua ma soprattutto del vino". Chiede scusa agli ospiti internazionali che non hanno capito nulla, come pure lei, ammette. L'introduzione alla serata dell'attrice comica e conduttrice fa satira sui testi assai complessi se non astrusi del ministro della Cultura Alessandro Giuli finito nell'occhio del ciclone dopo le dimissioni del suo capo di Gabinetto fresco di nomina Spano. Il filo rosso di Cucciari ricorda molto il discorso del ministro a
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