Metropolis - Migranti, a Trieste tra chi dorme all'aperto. I volontari: "Sempre più minori e famiglie. Il Comune ha scelto di non accogliere"
Dormono avvolti dalle coperte termiche argento e oro: sull’erba del giardino davanti alla stazione. Stendono i vestiti sulle transenne e avvolgono le loro poche cose dentro a sacchi dell’immondizia, sistemati dietro le panchine. Si presenta così, l’accoglienza dei migranti a Trieste: città che ha scelto, di fatto, di non accogliere. Qui, punto di transito dalla rotta balcanica, le associazioni che fanno parte di Rete Solidale hanno incontrato ad agosto oltre duemila migranti: soprattutto provenienti dall’Afghanistan, e sempre più famiglie siriane. Il sindaco di centrodestra, Roberto Dipiazza, ha fatto sgomberare il 21 giugno il Silos, l’edificio fatiscente accanto alla stazione dove i migranti trovavano un riparo di fortuna. “C’erano ratti, sporcizia. Ma era almeno un piccolo riparo. Adesso non c’è nemmeno più quello. E con le prime piogge siamo molto preoccupati”, fa strada Giulio Z
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