Le volontarie russe danno vita al Nonolab: "Con attiviste da tutta Europa insegniamo italiano e regaliamo sorrisi ai bambini fuggiti dalla guerra"
Maria è nata a Mosca, è per metà russa e metà Armena. Dal 2012 vive in Italia a Milano ed è entrata in contatto con la guerra prestando servizio per le associazioni che accoglievano in stazione Centrale le prime famiglie ucraine che scappavano dalle regioni dell'Est a causa del conflitto con la Russia. "L'iniziativa consiste nel vedersi ogni sabato pomeriggio: organizziamo laboratori di diverso tipo per i bambini e corsi di italiano per i genitori - ha commentato l'attivista russa - siamo partite in cinque ragazze e abbiamo deciso di formare questo gruppo per aiutare le famiglie ucraine e i propri bambini, ad integrarsi in Italia". "Inizialmente è stato difficile per via della lingua- rimarca Irina, un'altra attivista proveniente da Minsk - ci hanno anche attaccato sui social solo per il fatto che parlassimo in russo con i bambini, ma il nostro intento era ed è solo dare una mano". L'iniziativa, partita con circa dieci famiglie, adesso ne conta oltre 40 ed è ospitata ogni sabato all'in
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