Nei calzaturifici che vendono scarpe agli oligarchi russi: "Ecco perché siamo preoccupati per le sanzioni"
L’imprenditore Marino Fabiani mostra dal suo cellulare le immagini degli scaffali vuoti dello Tsum di Mosca, uno dei più importanti centri commerciali russi: "È tutto chiuso, i marchi hanno portato via tutto". Uno dei settori che sta pagando maggiormente le sanzioni inflitte alla Russia dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina è quello calzaturiero, dove una grossa fetta di clienti proviene dall'est Europa. È l'allarme che parte girando tra gli stand degli espositori al Salone internazionale della calzatura a Milano. Molte imprese non sanno se le scarpe spedite verranno pagate e le calzature nei magazzini, pronte per essere vendute, sono ferme per l'incertezza di ordini. Tra i vari produttori c'è Andrea Artioli, imprenditore della storica casa di scarpe di lusso varesotta, che tra i clienti ha anche tanti oligarchi russi, racconta la sua preoccupazione per le contro sanzioni che potrebbe approvare il parlamento russo a breve: "Queste sanzioni bloccheranno l'importazione dei nostri prod
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