Parità di genere, Gabriella Luccioli: "Io prima donna magistrata d'Italia vi dico che i vertici vanno ancora conquistati"
Non poteva diventare magistrata perché "esisteva una legge del 1919 che escludeva le donne da tutte le professioni che implicassero l'esercizio di diritti e potestà politiche e le funzioni giurisdizionali". C'era poi l'ordinamento del '41, che richiedeva come requisiti "essere cittadino italiano, di razza ariana e iscritto al partito nazionale fascista e di sesso maschile". Poi si aprì una "finestra" grazie a una legge che cambiò la vita delle donne e del Paese e la sua. Vinse il concorso: era il 1965. Come è accaduto e qual è stata l'esperienza della prima donna consigliere e poi presidente di sezione della Corte di Cassazione? Gabriella Luccioli si racconta a Maurizio Molinari a 60 anni dalla sentenza della Corte costituzionale n. 33/1960 che aprì le principali carriere pubbliche alle donne. Tra le sentenze storiche di Luccioli invece, c' quella sulla corretta quantificazione dell’assegno di divorzio, che ha riscritto il diritto di famiglia. E il pronunciamento sul caso di Eluana Eng
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