Gilberto Salmoni: "Ci assegnavano i numeri che saltavano perché riciclavano quelli dei morti"
La fuga da casa a Genova e la cattura al confine con la Svizzera per una soffiata. La fame e i lavori forzati "rallentando quando una SS si allontanava". Il giorno della liberazione, il ritorno sui banchi di scuola, la difficoltà a raccontare. "Per tanti anni non ho voluto parlarne, poi un giorno a Fossoli non la finivo più di piangere". Gilberto Salmoni, classe 1928, deportato a Buchenwald a 16 anni, risponde alle domande degli studenti e ricorda il campo di concentramento e il rientro in Italia. Con un sguardo sull'oggi più ottimista di tanti suoi coetanei Video di Matteo Macor e Massimiliano SalvoA cura di Valeria D'Angelo e Giulia Santerini(ha collaborato Angelo Melone) 'Gli ultimi testimoni. La Shoah raccontata ai ragazzi' è un ciclo di appuntamenti con i sopravvissuti alla deportazione nazista che vivono nel nostro Paese. Rispondono alle domande degli studenti di tutta Italia raccolte sulla pagina web di Repubblica@Scuola
↗https://www.repubblica.it/dossier/scuola/la-shoah-raccontata-ai-ragazzi/2020/09/28/video/gilberto_salmoni_ci_assegnavano_i_numeri_che_saltavano_perche_riciclavano_quelli_dei_morti-423033763/