Coronavirus, da Rovigo a Bergamo, così i ristoranti del nord ripartono dal delivery: "Tanta paura, ma ora profitti aumentati"
Alcuni ristoranti del nord Italia, in seguito all’emergenza coronavirus, hanno cercato di ovviare alle disposizioni del decreto firmato dal premier Conte, che prevede la chiusura al pubblico dei ristoranti, riconvertendo le proprie attività di ristorazione in delivery. "Dei 40 dipendenti che abbiamo solo 15 sono in cassintegrazione, gli altri sono stati riconvertiti come fattorini" ha affermato il titolare di tre attività di ristorazione (Brasserie, Pizza Smile e Tablà) ad Adria in provincia di Rovigo. "Abbiamo sviluppato il settore delle consegne e della campagna pubblicitaria - ha aggiunto il titolare dei tre locali in veneto - aumentando del 40% il nostro profitto rispetto all’anno scorso". "Non ci credevamo all’inizio, siamo stati costretti a mettere in cassintegrazione tutti i dipendenti" ha confessato il titolare del Rock Burger di Torino, "poi, attraverso il delivery, abbiamo guadagnato il 30% in meno rispetto al fatturato medio antecedente al lockdown ma abbiamo ridotto al mini
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