Fase 2, come è cambiato il lavoro del meccanico: "Tante batterie scariche e ozono per pulire l'abitacolo"
Interventi solo su appuntamento e poi termoscanner, guanti e mascherine. Nella "Fase 2" del coronavirus, anche andare dal meccanico sarà un'esperienza nuova, con la comparsa, accanto al più tradizionale panorama fatto di pezzi di ricambio, chiavi inglesi e gomme, di numerosi dispositivi di protezione, igiene e distanziamento sociale. "Noi di fatto non abbiamo mai chiuso, le autofficine sono tra le attività considerate essenziali dal governo anche durante il lockdown. Infatti un giorno ci è capitato di dover soccorrere un'ambulanza rimasta in panne. In questi giorni di ripartenza in molti ci chiamano per problemi alla batteria dell'auto, è normale dopo due mesi di stop completo", racconta Andrea Scandroglio, responsabile del centro Midas di viale Monza a Milano. "Abbiamo preso molte misure per garantire la sicurezza di tutti all'interno dei nostri locali, ma oggi anche da parte dei clienti c'è molta più attenzione all'igiene: un anno fa abbiamo comprato un macchinario all'ozono che ucci
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