Coronavirus, anche i parlamentari chiedono una fase 2: "Torniamo a lavorare davvero"
Rilevatore di temperatura all'ingresso, mascherina, guanti, gel disinfettante e distanziamento sociale. In Parlamento valgono le stesse regole per combattere e prevenire il contagio da coronavirus, ma in aula e nelle commissioni il rischio di sovraffollamento sembra essere tanto. Autoriduzione del numero dei parlamentari e ingressi scaglionati delle votazioni, ma un'attività molto ridotta, che alcuni considerano una riduzione di democrazia, come le discussioni degli emendamenti e degli ordini del giorno. Il Parlamento, e su questo sembrano essere tutti d'accordo, non può chiudere e quindi c'è chi propone un voto a distanza, come il Pd. "E' stato già fatto con il Parlamento europeo", dice il deputato Matteo Orfini. O di ampliare gli spazi a disposizione, con aule più grandi. "L'attività del parlamentare, però, si svolge soprattutto fuori dai palazzi", ricorda il deputato di Fratelli D'italia Fabio Rampelli, quindi libertà di movimento ma senza approfittarne. "Se abbiamo un buon motivo u
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