Coronavirus, direttore Ospedale Bergamo: "Milanesi state a casa, meglio reclusi che morti"
“Ci sono state una quantità di offerte di aiuto commoventi da parte di personale sanitario, medici e infermieri, dall'Italia e non solo”. Così Stefano Fagiuoli, direttore del reparto di Medicina dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo parla delle risposte all’appello che aveva lanciato ieri al mondo intero spiegando la carenza di medici, infermieri, ventilatori e materiale medico. “Al di là delle polemiche – dice ancora il direttore - abbiamo sentito forte la vicinanza delle istituzioni, non siamo stati lasciati da soli. Questo nuovo personale ci dà una mano per liberare specialisti per i pazienti convenzionali". “Solo i milanesi possono salvare l’Italia – ammonisce -. Sento persone che si lamentano di essere segregate in casa. Io ho fatto la mia quarantena, sono stato infettato e ho avuto la polmonite. È orribile vedersi privati di cose che fanno parte della nostra vita, ma se siamo arrabbiati e reclusi vuol dire che siamo vivi”.Intervista di Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto
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