Carlo Verdelli e le minacce ricevute: "La solidarietà non basta più, servono fatti. E c'è chi soffia sul fuoco e specula"
Il direttore di Repubblica Carlo Verdelli parla a Circo Massimo delle minacce ricevute nelle ultime settimane. "La sofisticazione del tipo di minacce ha una escalation. Non cambia di una virgola il modo in cui facciamo giornalismo. Mi preoccupa più per la febbre del paese che per gli effetti. Una delle cose che mi hanno più colpito e ferito tra i messaggi c'è una immagine, un montaggio di una scena di Auschwitz e la mia faccia montata sulla testa di un deportato di allora in maniera quasi professionale. Non fa turbamento ma è sintomo di un clima che si sta incattivendo. Da tempo. Su questo clima, invece di trovare concordia per spegnere questi fuochi, c’è una ulteriore divisione. C’è una tutela pallida da chi si rende conto che stiamo prendendo una deriva pericolosa e c’è chi soffia sul fuoco pensando di ricavarne un profitto". A proposito della solidarietà ricevuta Verdelli dice che "la libertà di informazione è un bene che va al di là delle nostre persone. La solidarietà è arrivata m
↗https://www.repubblica.it/cronaca/2020/01/31/video/carlo_verdelli_e_le_minacce_ricevute_la_solidarieta_non_basta_piu_servono_fatti_e_ce_chi_soffia_sul_fuoco_e_specula-422497167/